FONDAZIONE ARCHIVIO LUIGI NONO ONLUS


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Varianti

Musica per violino solo, archi e legni
Scheda

Data di composizione: 1957.

Organico: 3 Flauti, 3 Clarinetti in Si, 10 Violini, 8 Viole, 8 Violoncelli, 6 Contrabbassi. I contrabbassi accordati un'ottava più bassa.

Durata: 16'

Dedica: Für Rudolf Kolisch.

Editore: Ars Viva Verlag, Mainz. Studien-Partitur Edition AV 51.

Prima esecuzione assoluta: Donauschingen, Stadthalle, 20 ottobre 1957, Donauschinger Musiktage für Zeitgenössische Tonkust, Südwestfunkorchester, Baden-Baden, Dir. Hans Rosbaud.

Nota: Nel programma della prima assoluta l'opera è annunciata come 'Musica per violino solo, archi e legni'.

Sinossi

Sul volgere degli anni Cinquanta, i giovani esponenti dell’avanguardia musicale che avevano perseguito la generalizzazione del ‘metodo di composizione coi dodici suoni’ di Arnold Schoenberg, iniziarono ad allontanarsi dal rigorismo seriale, assimilando al contrario le poetiche dell’indeterminazione introdotte dal compositore americano John Cage. È in questo momento di apparente supremazia dell’arbitrio, in reazione alle tendenze del ‘caso’ in musica, che il trentatreenne Luigi Nono scrive Varianti musica per violino solo, archi e legni (1957), un’opera disciplinata in ogni suo parametro (altezze, durate, dinamiche, tempi, battute, registri). Furono tuttavia la ricerca continua dell’espressività, la consapevolezza di non poterla affidare completamente al determinismo seriale, il perseguimento di un pensiero non cristallizzato dalla scrittura a condurre Nono alla sperimentazione di nuove sonorità, e alla collaborazione con il violinista, e dedicatario, Rudolf Kolisch.

Composta tra il novembre del 1956 e l’aprile del 1957 su commissione del Südwestfunk di Baden-Baden, l’opera - per violino solo, 10 violini, 8 viole, 8 violoncelli, 6 contrabbassi, 3 flauti, 3 clarinetti in Sib – fu eseguita per la prima volta ai Donaueschinger Musiktage il 20 ottobre 1957 (cinquant’anni orsono), dallo stesso Kolisch al violino, e da Hans Rosbaud alla direzione dell’orchestra committente.

La forma di Varianti (308 battute) si articola in 4 sezioni: le prime due, di 80 battute ca. ciascuna, stanno in rapporto di inversione con le successive. Il risultato è un’asimmetrica forma a specchio, in cui le sezioni I=III e II=IV sono generate da un materiale altamente determinato: la serie melodica, ad esempio, (due scale cromatiche procedenti per moto contrario) è costituita dai dodici semitoni e da tutti gli intervalli (quella che viene chiamata Allintervallreihe); le indicazioni metronomiche sono in rapporto fra loro, per costruire misurate sezioni di accelerando e rallentando; il raggruppamento delle battute, almeno nella prima sezione, è regolato dalla successione 5-4-3-2-1.

Il titolo Varianti è una chiara allusione al principio costruttivo dell’opera, alla riproposizione cioè sempre variata del suo materiale. Il sottotitolo, invece, ‘musica per violino solo, archi e legni’ precisa ogni estraneità formale al tradizionale concerto solistico, che contrappone ‘solo’ e ‘tutti’. La scrittura di ogni strumento ad arco è solistica, o per dirla con Nono, «Varianti è un lavoro cameristico scritto per solisti». La sonorità che s’impone è quella degli archi, affiancati da flauti e clarinetti che ne amplificano le possibilità espressive ed esecutive (sul ponticello, arco, pizzicato, sulla tastiera, flautato, etc…). Una stessa altezza della serie è esposta da ciascuno strumento con articolazione, ritmo, durata, dinamica diversi. Il risultato è una sonorità unitaria, prismatica, progressivamente rifratta, nel tempo dell’ascolto.

«La nota deve essere totalmente vibrante, ciò significa che qui io ho composto direttamente il suono».

Claudia Vincis, Luigi Nono, Varianti musica per violino solo, archi e legni (1957), note al concerto del  4 aprile 2008 per la Stagione sinfonica 2007-2008, Teatro La Fenice.

Altre versioni

Monaco, Bayerischer Rundfunk, 13 ottobre 1958, Bayerischer Rundfunk, Konzerte Mit Neuer Musik. Symphonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks, direttore Hermann Scherchen.

Monaco, Herkules-Saal der Residenz, 24 gennaio 1958, Bayerischen Staatsoper und Bayerischen Rundfunk, Musica Viva. Symphonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks, direttore Hermann Scherchen.

Berlino, 21 settembre 1985, Europaischen Jahr der Musik, Berliner Festwochen, ARD-Sinfonieorchester Konzertieren in Berlin. Sinfonieorchester des SWF, Georg Moench violino solista, Michael Gielen direttore.

Stoccarda, Theaterhaus Stuttgart, 8 ottobre 1992, Tage für Neue Musik Stuttgart, Luigi Nono. Junges Philharmonisches Orchester Stuttgart, Mathias Neundorf violino solista, Manfred Schreier direttore.

Hannover, Opernhaus, 29 febbraio 2004, Hochschule für Musik und Theater Hannover (Institut für Neue Musik), Sinfoniefonzert des Staatsorchesters Hannover, NONO 2004. Staatorchester Hannover, Krzysztof Wegrzyn violino solista, Enrique Mazzola direttore. Colonia, WDR, 27 maggio 2007, WDR3 Das Kulturereignis, Neue Musik Neue Klänge, WDR3 Open: Studio Neue Musik. Sinfonieorchester Köln, direttore Peter Rundel.

Testi
Scritti di Nono

6. Varianti (1957)

Breve intervista Luigi Nono – Ulrich Dibelius.

Signor Nono, vorrei innanzitutto chiederle se Lei, quando ha ricevuto dal Südwestfunk la richiesta di scrivere un pezzo per i Donaueschinger Musiktage del 1957, ha iniziato a comporre un nuovo lavoro oppure se il progetto di un simile concerto per violino esisteva già da tempo. Forse già prima aveva lavorato alle sue “Varianti”.

A questo proposito devo dapprima precisare che non si tratta affatto di un concerto per violino; Varianti non ha nulla a che vedere con la forma di un concerto per violino. Ogni esecutore dell’orchestra è trattato solisticamente. A dire il vero è un lavoro cameristico scritto per solisti. Tra essi il violino è solo il primo.

E per venire alla sua domanda: questo pezzo era già previsto da tempo e ci avevo già lavorato. Solo dopo mi è giunta la commissione del Südwestfunk.

Mi sembra che in questo pezzo Lei abbia ampliato l’ordine seriale ancor più che ne “Il canto sospeso”, comprendendo i segni d’espressione e le modalità esecutive.

Sì, il suono è qui composto in modo preciso in relazione alle speciali possibilità esecutive degli strumenti ad arco. Da ciò si crea un’articolazione sonora, dal momento che la stessa nota viene suonata da uno fino a cinque strumenti, ognuno con una dinamica del tutto distinta.

E gli strumenti si inseriscono uno di seguito all’altro in lassi di tempo assai esigui. La nota ha per così dire un lento transitorio d’attacco.

Sì, è così. La nota deve essere totalmente vibrante, ciò significa che qui io ho composto direttamente il suono.

Come si comporta quindi con i tre flauti e i tre clarinetti, previsti a fianco agli archi nella sua partitura?

Amplificano le possibilità esecutive degli archi, per i quali anche il flautato è utilizzato come categoria esecutiva. I flauti e i clarinetti rappresentano quindi soltanto uno sviluppo e un incremento del suono degli archi.

Posso infine chiederle l’origine del titolo “Varianti”?

Gli elementi musicali e compositivi di questo lavoro nascono da continue ‘varianti’, cioè da variazioni di un singolo principio che sta alla base del tutto.

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Luigi Nono. Scritti e colloqui, a cura di A.I. De Benedictis e V. Rizzardi, Ricordi-LIM («Le Sfere», 35), Milano 2001, vol. I, p. 427

IE: Musica Viva München, (programma di sala per il concerto del 24 gennaio 1958), n.n.

RT: Bayerischer Rundfunk, Konzerte mit Neuer Musik, Monaco di Baviera, aprile maggio giugno 1958, pp. 44-45 (TESTO BASE);

LN-Stenzl, p. 178.

Traduzione dal tedesco di Pietro Cavallotti

Bibliografia

- Rudolf KOLISCH, Nonos Varianti, «MELOS. Zeitschrift für Neue Musik», Heft 10/24 Jahr, Oktober 1957, Musikverlag B. Schott's Söhne, Magonza 1957, pp. 292-296.

- Claudia Maurer ZENCK, «La di ella inaudita finezza». Zur Entstehung der «Varianti». Briefwechsel Luigi Nono-Rudolf Kolisch 1954-1957/58, in Schoenberg & Nono. A Birthday Offering to Nuria on May 7, 2002, A cura di A. M. Morazzoni, Leo S. Olschki, Città di Castello 2002, pp. 267-315.

Audio/Video
[CD] WWE 31822, 2001

Casa discografica: Col legno

Interpreti: Mark Kaplan, violino; Sinfonieorchester Basel; dir. Mario Venzago

Note: Registrazioni del 2000