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Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz

cori dall'Ermittlung di P. Weiss, per nastro magnetico

Scheda

 

Data di composizione: 1966.

Organico: nastro magnetico

Durata: 11' 15''

Editore: Ricordi

Prima esecuzione assoluta: Milano 01.03.1967

 

NB: Il supporto audio contiene le tracce audio dell’opera e un insieme di informazioni testuali e fotografiche sul documento analogico originale e sul sistema di digitalizzazione.

Le operazioni di conservazione e di archiviazione sono state realizzate ai Laboratori Audio dell’Università degli Studi di Udine (sede Gorizia). Le tracce audio sono state trasferite su supporto digitale presso il Laboratorio Audio della RAI di Milano.

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Sinossi

Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz, per nastro magnetico (coro, voce di soprano e materiale elettroacustico), è stato realizzato presso lo Studio di Fonologia della RAI di Milano a partire dalla musica di scena per Die Ermittelung di Peter Weiss, sul processo di Francoforte ai nazisti responsabili dei massacri di ebrei nel campo di concentramento di Auschwitz in Polonia (creata nel 1965 a Berlino e messa in scena da Erwin Piscator).

Delle musiche intervallate tra gli undici 'canti' di Die Ermittlung, Nono scelse tre brani con un diverso ordine di successione:

1. Gesang vom Lager (Canto del campo), originariamente in seconda posizione;

2. Gesang vom Ende der Lili Tofler (Canto per la morte di Lili Tofler), originariamente in quinta posizione;

3. Gesang von der Möglichkeit des Überlebens (Canto della possibilità di sopravvivere), originariamente in quarta posizione.

Il Gesang vom Lager tratta della condizioni disumane della vita quotidiana del campo di concentramento, della continua minaccia di morte cui la vita è esposta. Il Gesang  vom Ende der Lili Tofler descrive un destino individuale nel lager. Lili Tofler venne uccisa dopo la scoperta di una lettera che aveva scritto a un altro prigrioniero e nella quale non solo si chiedeva '"se fosse possibile per loro continuare a vivere dopo quello che avevano visto" (Peter Weiss, Die Ermitlung), ma indirizzava anche parole di incoraggiamento al destinatario. Nel Gesang von der Möglichkeit des Überlebens viene tra l'altro descritta l'azione di resistenza dentro al campo, che si doveva limitare all'incoraggiamento reciproco e alla documentazione degli avvenimenti. 

Con il nuovo accostamento dei tre canti scelti, Nono ha creato un triplice riferimento semantico per le sue riflessioni sulla realtà di Auschwitz: minaccia -  destino personale - speranza in un cambiamento della situazione.

Sul piano musicale ciò si traduce in un movimento centrale fortemenete marcato dalla voce solista, mentre gli altri due movimenti hanno tonalità più dense, impiegando in misura maggiore non solo fiati e percussione ma anche materiale elettronico.

(Estratti dal programma di sala di Paolo Pinamonti, Con Luigi Nono, Teatro La Fenice, 20 giugno 1993).

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Altre versioni

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Testi

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Scritti di Nono

17. Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz (1966)

[17a]

Erwin Piscator, quando mi chiese la collaborazione musicale per la sua messinscena de L’istruttoria di Peter Weiss alla Freie Volksbühne di Berlino, vide giusto nel rapporto musica-teatro: quello che né parola né scene potevano esprimere e rappresentare lo doveva la musica, i milioni di morti nei campi di concentramento nazisti. Cori, quindi, in una soluzione compositiva autonoma da alternare ai “canti” del testo, con proprio tempo di sviluppo rispetto a quello scenico. Altra formante acustica nell’arco costruttivo della sua messinscena. Da questi cori ricavai nuovo materiale per questa composizione Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz, pure realizzata presso lo Studio di Fonologia della Radio di Milano, totalmente autonoma rispetto alle necessità scenico-teatrali. Usai vari materiali acustici, tutti registrati su nastro: voci di bambini (del coro del Piccolo Teatro di Milano); suoni e fonemi della soprano polacca Stefania Woytowitz; materiale corale strumentale e originale prodotto elettricamente nello Studio per l’occasione. Alla preparazione e alla scelta del materiale segue la sua varia elaborazione con gli strumenti appunto dello Studio elettronico: momento necessario di ricerca, di studio e di esperimento naturalmente, per poter finalmente iniziare la composizione vera e propria. Questi tre stadi non sempre si sviluppano nella successione, ma spesso si sovrappongono. È una delle caratteristiche maggiormente entusiasmanti nel processo compositivo presso uno Studio elettronico, anche per la possibilità dell’ascolto e della verifica immediati di quanto si sta lavorando. In questi cori studiai come, componendo con semplici fonemi e suoni della voce umana, privi dell’elemento semantico di un testo letterario, si potesse raggiungere una carica espressiva, e non semplicemente divertimento formale, altrimenti significante e precisa, e forse ancor più, rispetto a quella ancorata a un testo preesistente.

(IE: 1967; LN-Ricordi 452-453)

[17b]

a) Canto del lager

b) Canto della fine di Lili Tofler

c) Canto della possibilità di sopravvivere

Ricordo non fenomenologico ma per necessità di coscienza politica nella lotta continua per l’eliminazione di tutti i campi di concentramento e di tutti i ghetti razziali. Composizione autonoma da esigenze scenico-teatrali, basata su materiali acustici (elettronici, strumentali, corali) delle musiche di scena composte per la prima assoluta de L’istruttoria, Berlino 1965, regia di Erwin Piscator. Materiale corale: uso di fonemi non predeterminati da testo letterario, che diventano significanti in modo univoco nella loro elaborazione e composizione con materiali elettronici e strumentali, non nella presunzione limitante di operazione puramente tecnologica ma nell’esigenza del musicista di intervenire nella contemporaneità con precise scelte linguistiche espressive ideologiche.

(IE: 1970; LN-Ricordi 453)

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Bibliografia

- Matteo NANNI, Musik nach Auschwitz? Luigi Nonos "Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz". Anhang: Transkription und Sonogramme, Albert-Ludwigs-Universität Freiburg, Tesi di Laurea 1997;

- Matthias KONTARSKY, Läßt sich das Nichtverarbeitbare verarbeiten? Über Luigi Nonos Bühnenmusik für Die Ermittlung von Peter Weiss und die daraus entstandene Tonband- Komposition Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz, in: "Klang und Wahrnehmung. Komponist- Interpret- Hörer", Schott, Mainz, 2001, p. 198-214;

- Matthias KONTARSKY, Trauma Auschwitz. Zu Verarbeitungen des Nichtverarbeitbaren bei Peter Weiss, Luigi Nono und Paul Dessau, PFAU-Verlag, Saarbrücken 2001.

- Friedrich SPANGEMACHER, Luigi Nono: Die elektronische Musik, Gustav Bosse Verlag, Regensburg 1983, pp. 235-253.

 

 

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Audio/video

  • [LP] wergo 60038

    Stefania Woytowicz, soprano; Childrens' Chorus of Piccolo Teatro Milano.

    Edito anche in CD WER 60382 (1992).

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