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La terra e la compagna

Canti di Cesare Pavese per soprano e tenore solisti, coro e strumenti

Scheda

Data di composizione: 1957.

Organico: Soprano, Tenore solisti. Coro costituito da 6 Soprani, 6 Alti, 6 Tenori, 6 Bassi. 4 Flauti, 4 Trombe in Re, 4 Tromboni, 5 Violini, 5 Viole, 4 Violoncelli, 4 Contrabbassi, 8 Piatti sospesi (diverse misure), 4 Tam tam, Campane, Vibrafono, Marimba, Glockenspiele.

Durata: 8 minuti circa.

Dedica: Dem "Neuen Werk" und Dr.Herbert Hübner gewidmet.

Editore: Ars Viva Verlag, Mainz, Studien-Partitur Edition AV 56.

Prima esecuzione assoluta: 13 gennaio 1958

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Sinossi

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Altre versioni

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Testi

Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1951

Terra rossa terra nera,               
tu vieni dal mare,                   
dal verde riarso,                   
dove sono parole                 
antiche e fatica sanguigna               
e gerani tra i sassi –               
non sai quanto porti                          
di mare parole e fatica,                   
tu ricca come un ricordo,               
come la brulla campagna,              
tu dura e dolcissima               
parola, antica per sangue
raccolto negli occhi;
giovane, come un frutto
che é ricordo e stagione –               
il tuo fiato riposa                    
sotto il cielo d'agosto,               
le olive del tuo sguardo 
addolciscono il mare,    
e tu vivi rivivi      
senza stupire, certa       
come la terra, buia       
come la terra, frantoio 
di stagioni e di sogni                    
[che alla luna si scopre 
antichissimo, come       
le mani di tua madre,    
la conca del braciere.]

Tu sei come la terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola

che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C'é un vento che ti giunge.       
Cose secche e rimorte       
t'ingombrano e vanno al vento.
[Membra e parole antiche.]
Tu tremi nell'estate.


Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo   
l'arma e il nome. [Una donna
ci guardava fuggire.]
 

Uno solo di noi       
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì               
sotto il muro, tacendo.
Ora é un cencio di sangue
e il suo nome. [Una donna
ci aspetta alle colline.]

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Scritti di Nono

7. La terra e la compagna (1957)

[7a]

ogni fissazione di principi e assiomi estetici è vana, come vana è l’accademia dei giochi intellettuali alla luce categoriale degli stili, ché il continuo divenire delle cose umane si ritrova nella sua traduzione artistica con la stessa vitalità evolutiva e rivoluzionaria che le è propria. l’uomo-sociale introduce nel moto della vita elementi sempre nuovi di progresso, i quali o si affiancano ai già esistenti, non ancora esauriti nelle loro funzioni, o ne determinano l’immediato mutamento, originando nuovi rapporti. due fasi, evoluzione e rivoluzione, due fasi strettamente conseguenti: mercé le cui forze propulsive, e specie quella anche violenta della seconda in cui violenza altro non è se non ampliamento della capacità umana, si attua la umana continuità. la vita si realizza in forma talmente viva, ché il presente è già il passato nel futuro. in modo analogo, ma da analizzare ogni volta concretamente nella diversità della sua concreta situazione, procede tra spazi tra suoni tra colori l’uomo-poeta. egli da forma al presente volto verso il futuro. crea la tradizione, non ne vegeta accademicamente, i suoi mezzi sono quelli del suo tempo, a lui arrivati attraverso l’elaborazione storica, da lui criticamente conosciuti e innovati secondo le nuove esigenze, non presi a prestito da particolari periodi del passato saltando a ritroso nella storia. opera in quanto vive la sua epoca nel suo slancio progressivo.[1] è che l’uomo-sociale e l’uomo-poeta sono due manifestazioni della medesima realtà: in ambedue vive come spinta originaria la presa di coscienza del mondo esterno in cui essi vivono, e al quale danno forma nella trasformazione. partecipazione soggettiva naturalmente ma in funzione della realtà esistente: realtà storica della società nel suo ambiente naturale. ché alla luce di questo rapporto viene a inserirsi con vera ragione l’operato umano nella sua funzione verso la vita. ché in questo rapporto è insita la potenziale capacità umana a dar forma tanto più piena e pregna alla vita, quanto più profondo e diretto ne sarà l’accostamento nella sua totalità di moto e progresso. ché al colore della vita, gioiosi per la sua bellezza, si opera lontani da artifizi vuoti o da nebbie visionarie. e ricorda e ammonisce Antonio Machado: “non è il logico che nella poesia canta ma la vita, anche se non è la vita che da struttura alla poesia, ma la logica”. Cesare Pavese (1908-1950) è una delle personalità più importanti della letteratura italiana moderna. Dalle due raccolte di liriche La terra e la morte e Verrà la morte e avrà i tuoi occhi sono tratti i testi del mio ciclo La terra e la compagna, la prima parte del quale, in sé compiuta, verrà eseguita oggi. La terra – elemento vitale – e l’amore – atto vitale.

[1] come risulta lontana, e non per il tempo, la condizione di chi fa arte “lontano da discorsi e discordie” e con “… la testa appoggiata a un guanciale di nuvole azzurre” come Li Po, e proprio in un periodo particolarmente tumultuoso della dinastia Tang. e come vicina, e non per il tempo, quella invece per cui “io sono testimone” dei “150 000 000” come Wladimir Majakowski. 

(IE: 1958; LN-Ricordi 429-430)

[7b]

La donna, la compagna nella natura; la natura nella donna, nella compagna. La donna, la compagna in un paesaggio pavesiano sulla resistenza. Insistenza, nel mio lavoro, nella tematica donna-natura-amore-lotta (da Intolleranza 1960 a Non consumiamo Marx, 1969), nella reciprocità di queste formanti decisive e di scelta nella nostra vita. Il coro sviluppa la tecnica di ‘frantumazione’ linguistica del testo e sua ricomposizione musicale in cui il testo scelto è determinante nella sua struttura fonetica semantica per la composizione e l’espressione risultanti. Comprensione e intelligibilità del testo significano comprensione e intelligibilità della musica con tutte le questioni derivanti, dalla capacità di percezione acustica (non schiava di abitudini e modelli precedenti) alla capacità di intendere il fatto nuovo musicale nella sua specificità tecnico-espressiva (e non adattandolo a orecchi di passiva e falsa abitudine letteraria-teatrale).

(IE: 1970; LN-Ricordi 430-431

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Bibliografia

- Franziska BREUNING, Luigi Nonos Vertonungen von Texten Cesare Paveses, LIT Verlag, Münster 1999, pp. 98-125.

- Michelangelo ZURLETTI, Le opere corali, in Autori vari: Nono, a cura di E. Restagno, E.D.T. Edizioni di Torino, Torino 1987, pp. 116-125.

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Audio/video

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