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Der rote Mantel

Balletto di Tatjana Gsovsky tratto da In seinem Garten liebt Don Perlimplin Donna Belisa, di Federico García Lorca

Scheda

Balletto di Tatjana Gsovsky tratto da In seinem Garten liebt Don Perlimplin Donna Belisa, di Federico García Lorca; versione tedesca dei testi vocali di Heinrich Beck

Data di composizione: 1954.

Organico: Soprano e baritono solisti. Coro misto. (Dietro il palco) Timpani, Percussioni (Grancassa, 2 Casse rullanti, 4 Piatti sospesi, Piatto jazz, Tam tam, 6 Triangoli, 4 Wirbeltrommel, 3 Tom tom, 4 Castagnette, Claves, 4 Temple block, Glockenspiel, Marimba, Vibrafono), 2 Arpe, Celesta, Archi.

Durata: 35 minuti (Non indicati in partitura).

Editore: Ars Viva Verlag, Hermann Scherchen, Zurigo 1954.

Personaggi: Perlimplín, un uomo sulla cinquantina; Marcolfa, la sua vecchia domestica; Belisa, una bellezza; sua madre; quattro innamorati (Zentaurus, innamorato sulla scala, acrobata, assassino); due folletti.

Prima esecuzione assoluta: Berlino, 20 settembre 1954. Balletto della Städtische Oper Berlin, coreografie di Tatiana Gsovsky, scene e costumi di Jean Pierre Ponelle, Margot Fischer, Robert Koffmane. Coro Waldo-Favre. Orchestra della Städtische Oper Berlin, Wolfgang Martin direttore.

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Sinossi

Primo quadro

La vita di don Perlimplin è governata da Marcolfa, sua vecchia nutrice: così è invecchiato senza aver conosciuto l'amore. Marcolfa assieme alla sua vicina, combina il matrimonio di don Perlimplin con la bella Belisa. Nel primo incontro don Perlimplin resta passivo, in seguito scopre, però, i primi battiti d'amore nel suo cuore. Ha luogo il fidanzamento ma don Perlimplin capisce che la sua solitudine è stata troppo lunga e che il suo amore per Belisa è senza speranza.

Secondo quadro

Dopo le nozze don Perlimplin non osa avvicinare la sua bella sposa Belisa, che è piena di passioni represse, deve addormentarsi disincantata; nei suoi sogni ella si vede posseduta da un centauro, da un acrobata, da un giovane bianco e da un assassino; il sogno si dissolve nella dolcezza dell'amplesso. All'alba, al suo risveglio, don Perlimplin si vede spuntare sulla testa due corna e piange al suo triste amore.

Terzo quadro Don Perlimplin scrive una lettera a Belisa e si trasforma con un mantello rosso in un amante misterioso, allo scopo di poterle così configurare l'essenza di un vero amore. Belisa, infiammata, cerca il nuovo amante nel suo giardino. Perlimplin appare con le sue vere sembianze e lei gli confida piangente il suo ardente amore per costui. Perlimplin ritiene così la sua missione compiuta e si uccide, morendo tra le di lei braccia. Belisa non vuole capire il senso di questo ultimo ed inutile sacrificio di Perlimplin; per lei l'amante dal mantello rosso non è morto: tornerà ed essa lo attenderà ogni notte.

(dal programma di sala del Teatro La Fenice, Stagione lirica 1975/76)

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Altre versioni

Venezia, Teatro La Fenice, 16, 18, 19, 21, 22 maggio 1976, Teatro La Fenice di Venezia, Stagione Lirica 1975/76. Balletto della commedia in un atto L'amore di Perlimplin e Belisa nel suo giardino. Primi ballerini e solisti del Gruppo Teatrodanza diretto da Marga Nativo e Lorca Massine. Perlimplin: Douglas Lopez Belisa: Marga Nativo La madre di Belisa: Joelle Mazet Marcolfa, vecchia nutrice di Perlimplin: Ettore Peraldo Il giovane bianco: Lorca Massine Il centaro: Sandro D'Ettore L'acrobata: Piero Martelletta L'assassino: Rocco Coreografia di Lorca Massine. Scene di Vittorio Basaglia in collaborazione con Stefano Quarta e Tiziana Ferranti, studenti dell'Accademia di Belle Arti di Venezia. Costumi di Lorenzo Ghiglia. Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, Jolanda Micheli soprano; Gastone Sarti baritono; Aldo Danieli maestro del coro. Zoltan Pesko direttore. Prima esecuzione a Venezia.

Varsavia, Warschauer Staatsoper, 1965. Balletto della Warschauer Staatsoper. Belisa: Maria Krzyszkowska. Perlimplin: Witold Gruca. Marcolfa: Krystyna Stankiewicz. La madre: Ryszarda Gzdowska. Altri interpreti: Andrej Ludwicki, Benon Dymecki, Jan Mazur, Roman Kerson, Janusz Sijka, Barbaraq Olkusznik, Bozena Zielinska. Coreografie di Françoise Ardet. Scenografie di Andrzej Majevski. Regia di Françoise Guillot de Rode. Coro e orchestra della Warschauer Staatsoper, direttore Bohdan Wodiczko. Nota: spettacolo ripreso dalla televisione e pubblicato in DVD. Das Ballet der Warschauer Staatsoper/ 2DF Theater/ Accord Film-Produktion. Herbert Geyer camera, Bern Reicherts suono, Ronald Dunkel montaggio, Karlheinz Hudorf regia.

Berlino, Haus Des Rundfunks, 23 giugno 2000, SFB Neue Musik, Berliner Festival Neuer Musik, Inventionen 2000. Rias Kammerchor, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, direttore Peter Hirsch.

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Testi

Die Liebe

die Liebe

Zwischen geschlossenen Schenkeln

meinen geschlossenen Schenkeln

schwimmt, schwimmt, schwimmt die Sonne

der Fisch

zwischen den Binsen ein laues lauliches Wasser

die Liebe

Hahn

schon verghet ja die Nacht!

nein, lass die Nacht noch nicht gehn!

Die Liebe

die Liebe

verwundet ist die Liebe

verletzt von flüchtger Liebe

verletzt vor Liebe

und tot vor Liebe

alle sagt

die Nachtigall habe es ihr angetan

die Nachtigall

die Nachtigall

nimm an die Hand mich Liebe

ich komm mit Todeswunden

verletz von flüchter Liebe

und tot vor Liebe

An Ufersäumen des Flusses netzt sich die Nacht

an Belisas Brüsten sterben vor Liebe die Zweige

die Nacht sinkt nackt

sie sinkt nackend über den Brücken des März

Silber der Bäche und Spiegel

Anis

deiner weissesten Schenkel

die Liebe

zwischen geschlossenen Schenkeln

meinen geschlossenen Schenkeln

schwimmt, schwimmt, schwimmt die Sonne

der Fisch

zwischen den Binsen ein laues lauliches Wasser

die Liebe

(trad. it.)

L'amore

l'amore

fra cosce chiuse

le mie cosce chiuse

nuota, nuota, nuota il sole

il pesce fra i giunchi un'acqua tiepida, mite

l'amore

Gallo

già non muore ormai lentamente la notte.

No, fa che la notte ancor via non fugga!

L'amore

l'amore

ferito è l'amore

straziato da un amore che fugge

ferito d'amore

e morto d'amore

a tutti dice

che l'usignolo ne è la cagione

l'usignolo

l'usignolo

prendimi per mano amore

io vengo con ferite mortali

straziato da un amore che fugge

e morte d'amore.

Sul margine della riva del fiume

sparge il suo umido seme la notte

sui seni di Belisa muoiono d'amore i ramoscelli

la notte cala nuda

senza velami scende sui ponti di marzo

argento dei ruscelli e specchio

Anis

delle tue bianchissime cosce

l'amore

fra cosce chiuse

nuota, nuota, nuota il sole

il pesce

fra i giunchi un'acqua tiepida,

mite l'amore.

(dal programma di sala del Teatro La Fenice, Stagione lirica 1975/76)

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Scritti di Nono

4. Il mantello rosso (1954)

In Lorca tutto nasce dalla terra, dalla vita e dall’amore – in questo, di questo vive un popolo. Su questo fondamento Lorca ha amato, come uomo e come poeta, il suo popolo e il nostro tempo, e proprio su ciò si fonda il mio rapporto con Lorca. Nella suite da concerto del balletto nasce e si sviluppa in Belisa l’amore; ella è bellezza che si risveglia nell’amore.

(IE: 1955; LN-Ricordi 425; trad. dal tedesco di Veniero Rizzardi)

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Bibliografia

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Audio/video

  • [CD] Wergo WER 66672 2004

    Angelica Luz, soprano; Jorg Gottschick, baritono; RIAS-Kammerchoir; Deutsches Symphonie-Orchester Berlin; dir. Peter Hirsch

    Registrazioni tra 1998 e 2000

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